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A teatro ci vanno i vecchi

By on 17 Maggio 2016

Sbagliato. Sbagliatissimo. Stupido. Ma purtroppo è così, a teatro oggi ci vanno i vecchiNe ho avuto la prova la settimana scorsa, se proprio avevo bisogno di una prova. Nella platea abbassavo l’età media di circa quarant’anni. Quando sul palco hanno citato Jovanotti, occhiate perplesse. Ma per Fausto Leali standing ovation.

“Perché non vai mai a teatro?”
“Costa troppo.”

Okay. Ci sta. Purtroppo meno di venti euro non spendi. Però dai, ti ho appena visto spenderne novanta per una borsa e trenta per l’erba. Potevi scegliere. Andare a teatro con una Giorgio Armani o andare a teatro fatto.

“Perché non vai mai a teatro?”
“Non ho tempo.”

Una puntata di New Girl dura venti minuti, l’Opera da tre soldi tre ore. Okay. Ci sta. Ma la maratona per rivedersi Game of Throne ti ha rubato dieci giorni. Senza pause per dormire.

“Perché non vai mai a teatro?”
“È noioso.”

Può essere, è vero. Becchi quell’opera sperimentale in cui hanno immaginato Shakespeare recitato da un sordomuto e dormi per due ore. Ma è un rischio che devi essere disposto a correre. Se ci pensi è noioso almeno quanto tua madre che ti grida di mettere a posto la tua camera o quanto la tua migliore amica che si è lasciata con il ragazzo per la seconda volta. In una settimana.

“Perché non vai mai a teatro?”
“Non saprei cosa andare a vedere.”

Perfetto. Sono qui per questo. Ecco un elenco delle prime cinque opere teatrali che mi vengono in mente.

La resistibile ascesa di Arturo Ui.

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Teatro Argentina, aprile 2011. Umberto Orsini, Lino Guanciale, Luca Micheletti.

L’ho visto al teatro Argentina di Roma almeno cinque anni fa, ma l’ho visto ben tre volte. Brecht ambienta il nazismo tedesco a Chicago. Hitler è un gangster degli anni trenta e la sua missione è quella di controllare il mercato dei cavolfiori eliminando la concorrenza senza pietà.
Consigliato a chi ama la satira, quella che fa ridere davvero. Ma anche quella che poi te la ricordi.

The Lion King.

The Lion King venne portato nel West End, il Broadway inglese, nel 1999.

The Lion King venne portato nel West End, il Broadway inglese, nel 1999.

Un musical che quando finisce vuoi restare aggrappato alla poltroncina in feltro rosso per vedere anche lo spettacolo dopo. Contorsionisti e atleti vestiti come enormi zebre ed elefanti. Attori fenomenali. E la colonna sonora di Elton John, che non delude mai.

Consigliato a chi è convinto di essere cresciuto ma si ritrova a cantare “Azipegna” insieme agli attori.

Sogno di una Notte di Mezza Estate.

Globe Theater, Villa Borghese. Roma, giugno 2014. Regia di Riccardo Cavallo.

Globe Theater, Villa Borghese. Roma, giugno 2014. Regia di Riccardo Cavallo.

In pochi lo sanno, ma Villa Borghese a Roma ospita ogni estate una ricostruzione del teatro shakesperiano. Un teatro all’aperto quindi, con opere in lingua. Il fresco di una sera di giugno e le intricate vicende di Lisandro, Demetrio, Elena ed Ermia.

Consigliato a chi ha l’animo classico ma i gusti moderni.

 

Rumori fuori scena.

 

Teatro Lamezia, 2009. Il testo originale è stato scritto nel 1982 da Michael Frayn.

Teatro Lamezia, 2009. Il testo originale è stato scritto nel 1982 da Michael Frayn.

Uno spettacolo costruito sullo humour inglese ma che, giuro, fa ridere qualsiasi italiano. Una compagnia teatrale deve mettere in scena uno spettacolo, e noi assistiamo alle prove. Una volta un attore si sentì male sul palco, e alla domanda “c’è un medico in sala” tutto il pubblico scoppiò a ridere.

Consigliato a chi pensa che il teatro sia noioso. Non vi siete mai sbagliati così tanto.

Lo Schiaccianoci.

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Royal Opera House, Covent Garden Theater. Dicembre 2012, coreografia di Peter Wright.


Un balletto. No, dai. Non storcete il naso. Immaginate il Covent Garden di Londra, ballerine in tutù e ballerini con le tanto temute calzamaglie. Le musiche di Tchaikovsky che volenti o nolenti le conosciamo tutti. Due ore di poesia pura.

Consigliato a chi per due ore vuole fingere di vivere nell’Ottocento. Spegnete i cellulari e la magia è fatta.

 

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