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È vero che il cioccolato crea dipendenza?

By on 7 Luglio 2017
Allert: l’articolo contiene immagini forti non adatte a un pubblico a dieta.

È vero che il cioccolato crea dipendenza? Vi rispondo subito: sì. Si chiama cioccolatismo, e secondo degli studi americani colpisce il 40% delle donne e il 15% degli uomini del mondo occidentale. Ma prima di allarmarvi continuate a leggere, vi spiego meglio.

Se si parla di cibo in generale, la dipendenza è un argomento molto più diffuso di quanto non pensiamo. Credete davvero che mangiare sia sempre un comportamento cosciente e volontario? Un po’ sì. Un po’ — e in tema di cioccolato potete capirmi benissimo — invece no, coinvolge meccanismi neurobiologici, psicologici e culturali. Noia, stress, depressione. Per non parlare della fame chimica, delle lasagne della nonna e della mozzarella filante sulla pizza. In questi casi, reggetevi forte, già si parla di dipendenza, perché mangiamo anche senza lo stimolo della fame.

Ma torniamo sul cioccolato, con questa gif che vi farà dimenticare tutto quello che abbiamo detto finora e sposterà invece il vostro cervello sulla domanda: ho del cioccolato a portata di mano?

 

 

Esistono due tipi di dipendenza, quella chimica (considerata la dipendenza in senso stretto), e quella mentale. Ora inserirò parole a caso che sembrano scientifiche ma vi sfido a dimostrare che non siano esatte. Chimicamente, il cioccolato contiene theobromina, feniletilamina e caffeina (questa la conoscete, mh?). Seconda rivelazione shock: questo composto ha effetti simili a quelli della marijuana. Anche se per arrivare a essere fatti come dopo una canna, dovreste mangiare 25 chili di cioccolato tutti insieme. Pensate che uno scienziato dal nome arabo, Serge Ahmed, dimostrò qualche anno fa che tra una bevanda alla zucchero e uno alla cocaina, si diventa più dipendenti dallo zucchero.

Nel seme di cacao sono presenti quindi sostanze chimiche che contribuiscono a darci una sensazione di benessere: il cioccolato ci aiuta a sentirci più attivi, tonici, positivi. Quello che proviamo quando mangiamo cioccolata assomiglia a grandi linee a quello che proviamo quando ci innamoriamo.

Un professore di farmacologia all’Università Pompeu Fabra di Barcellona (neanche questo è un termine inventato, giuro), ha fatto uno studio molto interessante sulla dipendenza dal cioccolato. Due gruppi di cavie, uno alimentato senza cioccolato e uno con. Tutti i soggetti del secondo gruppo hanno mostrato piacere al gusto, ma solo il 22%, e quindi circa 1 su 5, è diventato dipendente. Ma la ricerca si ferma qui, non sappiamo come perché cosa e quando. Però sono tutti sopravvissuti.

Insomma, come ogni cosa (scusate la banalità), in media stat virtus. Mangiarne un po’ fa bene, mangiarne tanto fa male. Che novità.

Ma se leggendo questo articolo avete aumentato la salivazione e state sbavando davanti al telefono, se state pensando di fare un salto in cucina a vedere se c’è qualche barretta di cioccolato da mangiare o se avete già del cioccolato in mano e lo state guardando in modo colpevole, allora forse vi sarà utile questo articolo di wikihow su come disintossicarsi dal cioccolatismo. Non sto scherzando, esiste davvero.

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