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SnapFood: l’arte di essere social anche mangiando

By on 7 Settembre 2017

Chiunque abbia trascorso con me almeno una colazione, brunch, pranzo, merenda, aperitivo, cena o dopocena è a conoscenza del mio dirty little secret: io fotografo — fotografo tutto. Che si tratti di una forma carina carina nella schiuma del cappuccio o dell’impiattamento minimal chic della merenda iper calorica che sto per ingurgitare, io fotografo. Provo differenti angolazioni e luci, applico filtri e solo quando sono pienamente soddisfatta del risultato mi concedo il primo assaggio. La mia camera roll è piena di scatti di pittoreschi vassoi da brunch, di invitanti piatti caserecci e non, di cocktail dall’aria ultra chic con scorze di agrumi mai considerati prima di scoprire il Bene Superiore, o ciliegie di maraschino #SoAmerican. Ma finalmente, da un paio di mesi, ho trovato uno sbocco per la mia passione, uno sfogo per il mio guilty pleasure, qualcosa che non spinga i miei follower di Instagram all’esasperazione: SnapFood —  l’applicazione per eccellenza dedicata agli aspiranti food blogger, o a chi più semplicemente non resiste di fronte alla bellezza di un piatto e sceglie d’immortalarlo, in modo da poterne riassaporare gli estremi scorrendo le foto dal proprio smartphone. Scaricandola e facendo ricerche per quest’articolo penso di aver inconsapevolmente preso almeno un paio di chili.

Dall’interfaccia semplice e intuitiva, nonostante quanto suggerisca il nome, SnapFood ricorda in tutto e per tutto Instagram. I pulsanti posti alla base dello schermo permettono di caricare, esplorare, controllare le notifiche. Dopo un’iscrizione rapida e indolore, potrete arricchire il vostro profilo con informazioni personali ed entrare nel vivo dell’applicazione; spuntando il permesso all’utilizzo della localizzazione, nella sezione home troverete i caricamenti non solo di quanti deciderete di seguire, ma anche degli snapper nelle vicinanze. Ciascuna foto riporta le informazioni basilari, se fornite dall’utente che ha effettuato il caricamento, come la descrizione del piatto, il luogo di produzione, in alcuni casi persino il costo: allo stesso modo, quando caricherete i vostri scatti, SnapFood vi guiderà attraverso la compilazione di queste basilari informazioni che possano aiutare quanti vi seguono o vi seguiranno a identificare la provenienza del piatto e a decidere se valga la pena mettersi in auto per gustare ciò che voi avete così diligentemente documentato.

Una funzionalità che differenzia SnapFood da Instagram è l’esistenza di un sistema a punteggio che aiuta a stilare una classifica degli utenti migliori, o semplicemente dei più attivi; potete trovare i piatti o gli utenti più seguiti nella sezione piatti migliori, spulciare le organizzate pagine dei locali e consultare recensioni — scritte o fotografate. Da ciascuna pagina, come succede su TripAdvisor, è possibile contattare direttamente il locale e, in caso di necessità, effettuare una prenotazione.

Impugnando con poca convinzione il mio status di donna-a-dieta-post-vacanze, v’invito ad aprire lo store e scaricare l’applicazione, anche per mera curiosità. Non ve ne pentirete. Parola di mancata food blogger.

▸Pagina web: click!

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▸Download Apple Store: click!

 

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