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La Ragazza Normale va in città

By on 22 Settembre 2017

Attenzione! Il seguente articolo è basato su fatti realmente accaduti. La Ragazza Normale ─ rullo di tamburi ─ sono io, che nel lontano 2016 mi sono spinta nella movida milanese durante il più chiacchierato evento della stagione: la settimana della moda.

La Ragazza Normale studia a Milano da ormai cinque anni e, da brava Ragazza Normale, ha attraversato tutti gli step della Scalata Verso La Vita Di Città; ansia, frenesia, inquietudine, meraviglia, acclimatamento, familiarità. A un quinquennio dal Primo Viaggio, può dire con orgoglio di sapersi muovere per Milano discretamente, senza quasi mai sbagliare la direzione della metropolitana, e di essersi creata una propria rete di porti sicuri: dove far colazione, aperitivo, dove pranzare, dove far shopping e dove ambire di far shopping, con qualche soldo in più in tasca. Ma nonostante questa lenta presa di coscienza nell’ambiente, c’è una cosa che ancora non ha osato fare: avventurarsi nella movida milanese. Badate, la Ragazza Normale è individuo ben diverso dalla Studentessa Fuori Sede: è una pendolare che giornalmente maledice Trenitalia e la propria malasorte, desiderando di possedere, se non un appartamento, almeno un giaciglio fatto di cartoni vicino all’università, pur di sfuggire alle licenze poetiche che le Ferrovie dello Stato si prendono sugli orari dei mezzi. E abitando a un’abbondante mezz’ora di viaggio dal luogo di studio, senza aver Amiche Fuori Sede o Di Città pronte ad ospitarla, la vita notturna di Milano resta cosa ignota per lei ─ almeno fino ad una fresca serata d’autunno quando, armata di risolutezza e di buona compagnia, decide di rompere gli schemi, scegliendo come viaggio inaugurale l’evento di cui si è ubriacata, anno dopo anno, parola dopo parola, leggendo cronache online e cercando di riviverne le emozioni attraverso testimonianze multimediali: la Vogue Fashion Night Out.

La VFNO, e cito Vogue.it in persona, “nasce nel 2009 con l’obiettivo di celebrare la moda, avvicinare il consumatore ai brand e dare un impulso anche all’economia del settore.” Negozi aperti fino a sera tarda, performance live, ospiti di rilievo: la serata apre ufficialmente la settimana della moda milanese, divenendo una serata diversa dalle solite per il Cittadino e un’occasione più unica che rara per la Ragazza Normale, che butta l’idea alla Buona Amica fra una pedalata e l’altra, a lezione di spinning. Les jeux sont faites, signore e signori, la Ragazza Normale ha infine il suo Appuntamento Con Il Fato: freme preparandosi, accosta capi d’abbigliamento e sfoglia la brochure online della serata, appuntandosi i must see. Si mette alla guida della sua graziosa utilitaria e, recuperata la Buona Amica, si mette in viaggio ─ ma mica per Milano Milano, s’intende. Da buona Ragazza Normale non può arrivare fino in piazza Duca d’Aosta e parcheggiare fuori dall’Excelsior Hotel Gallia, né vuole immaginare quanto possa costare un parcheggio a pagamento in centro Milano durante la settimana della moda: parcheggia a Gessate, la prima fermata della linea M2, e si smazza un’onesta mezz’ora di metropolitana in jumpsuit e gioielli, tirata a lucido quanto un’auto il giorno prima della partenza per le vacanze. Fortunatamente più s’avvicina al centro, più il disagio scema; ad ogni fermata la metro s’arricchisce di splendidi Esemplari Da VFNO che la fanno sentire più compresa e più a casa. Quando finalmente arriva in Duomo, si sente Serena Van Der Woodsen che scende le scale della Grand Central, e chissenefrega se probabilmente Esse aveva viaggiato in prima classe, con un Martini agitato non shakerato senza oliva, mentre lei si è portata pure l’acqua da casa. E quando sale l’ultimo scalino e s’affaccia in piazza ─ meraviglia! Nessuna ironia qui, solo bellezza: quel che dovete sapere della Ragazza Normale è che non importa quante volte abbia percorso quella scalinata o vissuto quella scena, ma scorgere il Duomo di Milano in tutta la sua maestosità le strappa sempre un sospiro trasognato.

Giunti a destinazione, c’è solo l’imbarazzo della scelta: la Ragazza Normale srotola gli appunti ma, insieme alla Buona Amica, decide di vivere le cose come vengono, carpe diem! Scatto d’obbligo alla piazza vestita di notte e poi Corso Vittorio Emanuele, dove scoprono che in realtà ogni negozio è la fotocopia del precedente: dj-set, fila di turisti alla ricerca di buffet o gadget, commesse dai sorrisi di esasperata cordialità. Da Kiko ottengono un macaron in una graziosa scatoletta di vetro e un drink allo zenzero che fa arricciare loro il naso, da Alcott una polaroid in cui appaiono sparaflashate, ma felici. Al terzo negozio o giù di lì, la Ragazza Normale suggerisce una pausa aperitivo, conosce il posto ideale, proprio sotto al Duomo; è uno dei suoi posti preferiti, è dove lei e la Coautrice hanno brindato per la prima volta parlando di progetti passati e futuri ─ si ritrova a sorridere pensando a quanti siano stati dimenticati e a quanti ancora siano stati messi in cantiere. Raggiunto il locale scopre che, in occasione della VFNO, i graziosi tavolini esterni sono stati rimossi e con essi la possibilità di sorseggiare del buon vino con una splendida vista: come ad ogni evento pubblico che si rispetti, il Barista le avverte che non è possibile portare vetro per strada, perciò il Disilluso Duo opta per un banale spritz in bicchiere di plastica, avviandosi verso via Torino: nel tragitto, consuma l’aperitivo assistendo ad una performance di danza moderna delle nuove generazioni, che risolleva gli animi quanto basta per proseguire la marcia con maggior entusiasmo, fino alla tappa finale: Victoria’s Secret. Ah, il fascino dei brand d’oltreoceano ─ ah, la femminil vanità! Non meno di venti minuti per attraversare il negozio, stipate e spintonate, per giungere alla postazione per foto con cornice e gadget: una commessa scocciata consegna loro dei piccoli cartonati di prodotti VS e, mentre altre due reggono una voluminosa cornice rosa, scatta alla Ragazza Normale e alla Buona Amica una foto. Nota positiva: la foto non è mossa, è anzi addirittura una Bella Foto. Provate dall’esperienza controllano l’orario, convenendo che per rincasare prima di notte fonda è forse il caso di levare le ancore: camminano a filo marciapiede e zigzagano fra la folla, che speranzosa attende l’arrivo della Guest Star in consistente ritardo sull’orario previsto per l’esibizione. Giunte in piazza scoprono che diversi ingressi della metropolitana sono stati chiusi per non intralciare l’andamento delle performances in loco e panicano, ma solo un po’, prima che un gentile paninaro indichi loro la Via Della Luce: il viaggio di ritorno è un po’ più silenzioso e i toni sono meno entusiastici, ma nonostante le aspettative esagerate la Ragazza Normale è soddisfatta dell’esperienza. Di quella e della cena consumata da Mama Burger.

Una volta a casa spoglia i panni di Ragazza Di Città e appende la polaroid nell’armadio, convenendo che dopotutto, per quanto avventurosa ed elettrizzante sia stata l’esperienza, viverla in interattiva attraverso i social non era poi male. Vestita di un bel Pigiama Poco Chic e con una vaschetta di Gelato Di Paese sulle gambe.

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