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I ragazzi di Roma che vogliono salvare una libreria

By on 6 Ottobre 2017

Si chiamano I Ragazzi di Via della Gatta, e da qualche giorno stanno invadendo i social e non solo per raccontare la loro battaglia: salvare una libreria del centro di Roma, Zalib. Di attività commerciarli che chiudono se ne sente parlare di continuo purtroppo, e forse di librerie più che mai. Ma stavolta a chiudere non è tanto un’attività, e neanche una libreria. È un posto in cui tanti ragazzi sono cresciuti, dove si comprano libri, sì, ma anche caffè, e a gratis c’erano consigli, poltrone e sigarette. È stato lo scenario di feste, di riunioni del giornalino scolastico, di assemblee, ma anche solo di pomeriggi di studio o di pomeriggi di gossip.

La libreria si trova in Via della Gatta, dietro piazza Venezia, ma soprattutto dietro uno dei licei storici della capitale, il Visconti. Sono gli studenti (ex e non) di questo liceo che stanno portando avanti questa battaglia, schierandosi al fianco del proprietario un po’ burbero ma amato da almeno tre generazioni di ragazzi che per proteggerli non aveva raccontato a nessuno dei debiti che si accumulavano, dell’affitto che non riusciva più a pagare.

Poi, sabato, il post su Facebook in cui annunciava rassegnato che quella seguente sarebbe stata l’ultima settimana di Zalib. Da lì, si è scatenato un moto di ragazzi che si sono tirati su le maniche per difendere il posto che spesso chiamano casa. Hanno iniziato aprendo un fundraising online, e poi si sono scatenati sui social. Hanno occupato la libreria in pianta stabile per giorno e notte, producendo hashtag, magliette, stickers. Stasera l’evento di raccolta fondi, dalle 17 a notte fonda. Chi non può partecipare fisicamente condivide l’hashtag #savezalib sui social, studenti fuori sede fanno partire la challenge e condividono il biglietto con l’hashtag da tutto il mondo: Venezia, Berlino, Vietnam.

libreria

 

vauro libreria

L’impegno de I Ragazzi di Via della Gatta ha fatto notizia. Ne hanno parlato Giornalettismo, RomaToday, Il Fogliettone, e poi La Repubblica, The Post Internazionale, il TG5. Vauro, il famoso vignettista italiano, ci ha regalato una vignetta: se affogano i libri affogano la cultura. E noi restiamo a galla, sostenuti dalle bracciate di centinaia di ragazzi che non si rassegnano a perdere quell’odore di carta stampata che regna da Zalib.

 

Se volete contribuire, qui c’è il sito di raccolta fondi: www.gofundme.com/salvate-zalib
Ma vorrebbe dire tantissimo anche solo mettere like alla pagina di operazione: www.facebook.com/RagazziViaGatta/
O – se siete di Roma – partecipare all’evento di stasera: www.facebook.com/events/182374109004392/?acontext=%7B%22ref%22%3A%2222%22%2C%22feed_story_type%22%3A%2222%22%2C%22action_history%22%3A%22null%22%7D&pnref=story

 

 

 

I ragazzi di Via della Gatta ieri hanno inviato una lettera aperta alla proprietà
dello stabile in cui Zalib è situato.

 

LETTERA APERTA ALLA CORTESE ATTENZIONE DELLA FAMIGLIA DORIA PAMPHILJ

Buonasera,
siamo un gruppo di ragazzi dai 15 ai 30 anni, in gran parte studenti ed ex studenti del liceo Visconti, ma anche tanti da altre zone e contesti della nostra splendida città. Sappiamo bene quante attività culturali stiano chiudendo in Italia, così come a Roma e inesorabilmente anche nel suo centro storico, ultime tra queste le esperienze del Teatro dell’orologio e, forse ancora più importante, quella della Biblioteca Rispoli proprio nei vostri stabili, ed è in luce di tutto ciò che nasce questa lettera. In un momento come questo, durante il quale a cedere il passo a luoghi e momenti di formazione e crescita sono invece mini-market e lavanderie a gettoni, vi scriviamo nella speranza che Roma non perda uno dei pochi baluardi di cultura fatta come si faceva un tempo, con quell’entusiasmo e quell’amore incondizionato che sempre più si va perdendo: da ben 17 anni in via della Gatta 1/b è presente una realtà piccola e preziosa, la libreria Zalib. Questa piccola attività culturale ha rappresentato e rappresenta tuttora per noi, centinaia di ragazzi, un punto di riferimento dove potersi ritrovare, una seconda casa che ha contribuito a farci crescere umanamente, intellettualmente e culturalmente.
Nel corso di questi numerosi anni, una comunità giovane è cresciuta spontaneamente intorno alla libreria e ancora di più attorno a Marco, il mitico gestore, eterno Peter Pan, eterno intellettuale bohémien. Pur con il suo fare burbero, i suoi modi cinici e dissidenti Marco si è fatto amare ed ha condiviso con tutti noi una passione viva e sincera che ci ha fatti umani migliori. Purtroppo Marco, il cuore pulsante di questa esperienza rara ed irripetibile, ha fatto un errore: gestire con poca lungimiranza la parte economica di questa impresa, sopraffatto forse dall’idealismo travolgente della gioventù che lo circonda quotidianamente. Ma di solo cuore non si può vivere ed è per questo che adesso noi giovani, riuniti nel gruppo Ragazzi di Via della Gatta, vorremmo chiedervi di darci una possibilità, consentendoci di metterci alla prova per tentare di salvare quella che, come abbiamo già detto, abbiamo la fortuna ed il privilegio di poter chiamare Casa. Questa iniziativa nasce da noi, perché non abbiamo retto nel vedere Marco iniziare a riempire gli scatoloni, pronto al trasloco, pronto ad arrendersi. Se c’è una cosa che Marco ci ha insegnato, infatti, è che la forza degli ideali è inarrestabile, è che con l’impegno e la determinazione si realizzano i sogni. Ed è per questo che gli scatoloni noi ragazzi li abbiamo disfatti lunedì mattina, due ore più tardi aver scoperto i disastrosi bilanci di cui Marco, per proteggerci, ci aveva tenuto all’oscuro. Non vogliamo arrenderci, e Marco con noi; vorremmo, invece, risolvere nella legalità questa situazione, saldando i debiti contratti. È per questo che lunedì pomeriggio abbiamo creato una campagna di raccolta fondi online in collaborazione con Marco, che martedì ha già raccolto oltre 6000 euro. È per questo che stiamo scrivendo a voi, che stiamo rendendo pubblica questa richiesta. È per questo che venerdì organizzeremo un evento per raccogliere altro denaro. E anche qualora non dovesse bastare, al limite saremo tutti insieme. In conclusione, come Ragazzi di Via della Gatta, Vi chiediamo di concederci una proroga di un mese rispetto all’esecuzione dello sfratto, tempo utile a raccogliere i soldi necessari ad estinguere man mano il debito, a riorganizzarci per riprendere la gestione di questo spazio in modo nuovo e consapevole, oltre a darci la possibilità di salvare quel modello socio-culturale che ci ha reso individui consci della grande responsabilità di mantenere in vita realtà come queste. Qualora al termine di questo mese i nostri progetti non dovessero essere ritenuti adatti, confidiamo in un confronto costruttivo con il quale giungere a soluzioni che possano soddisfare i Vostri interessi ed i nostri desideri di gestire al meglio la potenziale nuova attività anche con il coinvolgimento di soggetti che condividono la nostra iniziativa.

Vi ringraziamo dell’attenzione, aspettiamo fiduciosi Vostre.
I Ragazzi di Via della Gatta

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