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Recensioni ignoranti dei primi film dell’anno

By on 6 Febbraio 2018

Gennaio è passato lento, anzi lentissimo, con le sue cinque settimane. Ma se c’è una cosa positiva dei mesi invernali lenti, quella è il cinema. Se vi ricordate, uno dei miei propositi per l’anno nuovo era andarci più spesso: bene, almeno quello lo sto rispettando. E da completa ignorante di cinema, vi racconto cosa ne penso dei primi film dell’anno.

 

Wonder (voto: 6)

film wonder

Auggie è un bambino come tanti, adora Star Wars, il suo cane, e da grande vuole fare l’astronauta. Ma ha una malformazione facciale che lo rende molto diverso dagli altri bambini. Quest’anno, deve andare a scuola per la prima volta e confrontarsi con la cattiveria senza filtri dei bambini. Ma non è il solo ad affrontare un anno difficile: c’è anche quello della sorella, della sua migliore amica, degli altri studenti. Il regista fa parlare tutti, nessuno escluso, con un’atmosfera da film per bambini che nasconde la grande tristezza del bullismo e dell’esclusione. Ma tra grafiche alla Il Piccolo Principe, una fotografia luminosa e il sorriso di una Julia Roberts nelle vesti di mamma, il film scorre leggero, non punta il dito, non calca la mano.

Purtroppo, avevo letto il libro. E la leggerezza del libro non si batte. Come in molti casi, anche stavolta la trasposizione cinematografica secondo me non gli ha reso piena giustizia. Una traduzione in alcuni punti troppo buonista, sembra quasi che il regista avesse mille cartucce e avesse deciso deliberatamente di spararne duecento. E riesco a immaginarmi il cane di Owen Wilson che si gratta per l’ennesima volta.

 

Fabrizio De André – Principe Libero (voto: 8 e mezzo)

film de andré

L’ho decantato in un articolo a parte, spinta dall’entusiasmo. Lo potete leggere qui, altrimenti ve lo riassumo ora che lo riesco a commentare a mente più lucida. Marinelli è la nuova star del cinema italiano: questa volta interpreta un personaggio molto difficile e soprattutto molto rischioso, perché non so voi, ma se avesse reso male De André io l’avrei odiato. E invece è bravo, bravissimo, non lo “fa”, lo “interpreta”. Con il suo accento romano che non c’entra niente, eppure non dà fastidio. La settimana prossima faranno il film in tv e vi consiglio di guardarlo, anche perché diviso in due puntate forse conquisterà i due punti che in questo articolo gli mancano.

Perché parliamoci chiaro, tre ore e un quarto è tanto anche per un film capolavoro. Nonostante la colonna sonora da brividi (e grazie al cazzo, direte voi, che ci vuole a fare una colonna sonora da brividi quando hai a disposizione tutto il repertorio di De André?)

 

 

L’ora più buia (voto: 5)

film l'ora più buia

Inghilterra, all’alba della battaglia di Dunkirk. Chamberlain ha fallito, un poco amato Churchill tenta di riprendere il controllo del paese. Chiamato a scegliere tra la guerra e la pace, Churchill grida guerra, guerra ai nazisti, guerra all’imbianchino. Il film di Joe Wright ne segue le prime settimane di governo, in un political drama tutto ambientato negli ambienti cupi e austeri della war room. Grazie al cielo che c’è Gary Oldman. Il film è interessante, ma fin troppo lento nella prima parte.

L’accusa più grande da muovergli è la poca paternità degli eventi: un’americanata, per dirla in termini spiccioli. Che spesso è un complimento, ma in questo caso è solo strano. Parlare di un avvenimento ancora così attuale ambientato in Inghilterra e farlo con una regia e una struttura tutta americana fa storcere il naso. Come in ogni americanata che si rispetti si fronteggiano buoni e cattivi. Ma per quanto riguarda la seconda guerra mondiale, non è così facile da definire. E così Chamberlain e i suoi uomini diventano i cattivoni, il Re è l’antagonista pentito, Churchill fa improbabili arringhe in metropolitana e come nelle trame più scontate è una bambina a fargli capire la giusta decisione da prendere.

 

 

Chiamami con il tuo nome (voto: 7)

film call me by your name

Dare un parere su questo film si sta rivelando davvero difficile. Mentre ero in sala e sbadigliavo, gli avrei dato un 5, lo ammetto. Ma giorno dopo giorno, ci ripenso. E già ripensare a un film giorni dopo averlo visto, è un valido motivo per alzare il punteggio. Quello che è chiaro e che qui si grida all’Oscar italiano, ma la verità è che questo film di italiano non ha proprio niente. Guadagnino è italiano, sì, ma la sua regia non lo è. Il film racconta la storia di un ragazzo alla scoperta della propria omosessualità e della storia breve ma intensa con un ragazzo più grande, uno studente ospite del padre per l’estate. È un film dalla grande poesia, che riesce a far convivere Bach e Heidegger, Eraclito e Battiato.

Parlare o morire? La risposta sembra essere parlare. Ma la verità è che i dialoghi dicono poco e niente, e per me che, lo ammetto, sono un po’ terra terra, la trama non regge le sue due ore e quaranta. I due protagonisti sono bravissimi, comunicano grande sensualità con una semplicità spiazzante. Ma la fotografia non fa un film, e neanche la poesia, anche se ci prova molto bene. 

 

 

The Post (voto: 9)

film the post

Se con una storia d’amore di due ore e mezza non ho fatto che sbadigliare, la combinazione Meryl Streep + lotta alla libertà di stampa + Steven Spielberg mi ha lasciato con le lacrime agli occhi. Il film ripercorre lo scandalo della divulgazione dei rapporti segreti sulla guerra in Vietnam, un’operazione che smaschera le bugie di ben quattro presidenti americani. Al centro di questa storia ci sono due giornali, il New York Times che per primo pubblica il rapporto, e il Washington Post, ancora piccolo giornale alle prese con quotazioni in borsa e il suicidio del proprietario, che ha messo a capo dell’azienda sua moglie. Key Graham è una meravigliosa Meryl Streep, vera, umana, debole. Nel corso del film dovrà combattere contro i pregiudizi che troppo spesso la mettono spalle al muro (una donna che dirige un giornale?!), una profonda insicurezza dettata dalle pressioni di un giornale di famiglia, e una emozionante lotta verso la libertà di stampa.

Grandi applausi per tutti. Ma detto tra me e voi, non avevo dubbi.

E voi, che ne pensate di questi film? Ne avete visti altri che mi consigliate? Fatecelo sapere in un commento qui sotto!

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